Alexander Zverev si è fermato ancora una volta sul più bello. Dopo aver conquistato al Roland Garros il primo titolo del Grande Slam della carriera, il tedesco ha raggiunto la seconda finale Major consecutiva a Wimbledon, dove è stato però sconfitto da Jannik Sinner in quattro set.
Il confronto è stato equilibrato, soprattutto nelle prime due frazioni, ma nei passaggi decisivi il numero uno del mondo ha mostrato maggiore coraggio e determinazione. Un aspetto sottolineato da due ex leader del ranking come Jim Courier e Martina Navratilova, secondo i quali Zverev avrebbe pagato nuovamente un atteggiamento troppo passivo.
Courier: “Sembra ancora appagato dal successo di Parigi”
Intervenuto a Tennis Channel, Courier ha analizzato le dichiarazioni rilasciate dal tedesco dopo la finale, ricavandone la sensazione di un giocatore ancora parzialmente appagato dalla vittoria ottenuta poche settimane prima al Roland Garros.
“Dai suoi commenti dopo la partita si poteva capire che sta ancora vivendo l’euforia del successo di Parigi e il sollievo per il fatto che ora considera la propria carriera un successo, avendo conquistato un Major oltre alla medaglia d’oro olimpica”, ha dichiarato l’ex numero uno del mondo.
Per Courier, Zverev deve modificare la propria mentalità quando affronta un giocatore del livello di Sinner, evitando di attendere passivamente un calo dell’avversario.
“Se vuole ottenere più successi contro qualcuno come Jannik Sinner, non può permettersi di aspettare che sia l’altro a sbagliare. Deve andare a prendersi la vittoria e, in quel momento, non lo ha fatto”, ha spiegato lo statunitense riferendosi ai punti più importanti della finale.
Navratilova: “Era troppo lontano dalla linea di fondo”
Anche Navratilova ha individuato nella posizione eccessivamente arretrata del tedesco una delle principali ragioni della sconfitta.
Zverev ha servito molto bene e ha mostrato un diritto più aggressivo rispetto al passato, confermando i progressi compiuti durante la stagione. Quando il livello della partita si è alzato, però, è stato Sinner a prendere maggiormente l’iniziativa.
“Non avrebbe dovuto giocare così lontano dalla linea di fondo”, ha osservato Navratilova, richiamando poi due episodi avvenuti durante l’incontro.
“Voglio fare un confronto con il momento in cui Zverev è scivolato: si è fatto leggermente male, anche se poi è riuscito a continuare. Quando è scivolato Sinner, invece, si è rialzato ed è riuscito comunque a vincere il punto”.
Secondo la vincitrice di 18 titoli Slam in singolare, la capacità di Sinner di mantenere l’equilibrio anche nelle situazioni più complicate sarebbe legata al suo passato sugli sci.
“Questo dimostra quanto sia bravo nel mantenere l’equilibrio. Tutto risale allo sci, perché quando scii devi sempre trovare l’appoggio sulla parte centrale del piede. Serve un equilibrio eccellente e il suo è incredibile per un giocatore così alto. È molto agile”, ha concluso Navratilova.
Zverev crede di essersi avvicinato a Sinner e Alcaraz
Nonostante le critiche, la finale di Wimbledon ha mostrato anche segnali positivi per Zverev. Il tedesco è apparso più aggressivo con il diritto e maggiormente disposto a comandare gli scambi rispetto alle precedenti sfide contro Sinner.
In conferenza stampa, Sascha ha riconosciuto la superiorità del numero uno del mondo, ma ha anche spiegato di sentire di aver ridotto la distanza che lo separa dall’italiano e da Carlos Alcaraz.
La vittoria al Roland Garros sembra aver liberato Zverev dal peso di non essere mai riuscito a conquistare uno Slam. Per inserirsi realmente nella lotta con i due dominatori del circuito, secondo Courier e Navratilova, servirà però un ulteriore cambiamento: nei momenti più importanti non dovrà limitarsi a resistere, ma dovrà assumersi il rischio di andare a conquistare la partita.
Francesco Paolo Villarico
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