Finisce al secondo turno il Roland Garros di Federico Cinà. Il palermitano, classe 2007 e numero 238 del ranking mondiale, cede senza riuscire a opporre grande resistenza all’olandese Casper De Jong, numero 106 ATP, che si impone con un netto 6-3 6-1 6-3 in un’ora e quarantotto minuti di gioco. Una partita iniziata anche bene per il diciannovenne azzurro, ma poi rapidamente scivolata nelle mani dell’olandese, autore di una prova solida e ordinata dopo aver eliminato al primo turno Stan Wawrinka.
Sulla carta era una partita aperta. Un confronto tra due qualificati che arrivava dopo il bel successo di Cinà contro Reilly Opelka e che sembrava offrire una possibilità concreta di spingersi ancora avanti. Forse però, paradossalmente, proprio il contesto ha cambiato lo scenario.Al pr imo turno Federico era sceso in campo senza nulla da perdere, sfavorito dal pronostico e libero mentalmente. Stavolta invece si è trovato davanti un avversario percepito come più abbordabile e la partita è cambiata anche sul piano emotivo. Dopo un ottimo avvio sono riemersi limiti assolutamente normali per un ragazzo ancora in piena crescita. Troppa fretta nel voler chiudere il punto, poca pazienza nello sviluppo degli scambi, qualche scelta tattica rivedibile e una giornata complicata dal fondo campo, con numerosi errori gratuiti sia di dritto sia di rovescio. Anche nei pressi della rete sono emerse difficoltà: palle lasciate troppo basse, colpi fuori misura e situazioni gestite con poca lucidità. Cinà era partito nel migliore dei modi. Break immediato e vantaggio sul 3-1. Da quel momento però qualcosa si è spento.
Ha iniziato a giocare con troppa frenesia, cercando accelerazioni anche fuori equilibrio, colpendo a tutta velocità da entrambe le parti senza costruire il punto. In diverse situazioni è rimasto ancorato alla linea di fondo quando avrebbe potuto chiudere facilmente a rete. Un tennis ancora molto istintivo, ancora molto da junior. De Jong invece ha fatto esattamente ciò che serviva. Nonostante una vistosa fasciatura alla gamba destra, l’olandese si è mosso bene, ha lavorato con continuità sul rovescio del palermitano e ha gestito i momenti importanti con maggiore lucidità.
Anche quando Cinà riusciva a ribaltare lo scambio, spesso attaccava con colpi troppo poco profondi. E soprattutto con un rovescio piatto che lasciava rimbalzare la palla alta, situazione ideale per i passanti dell’olandese. Il risultato è stato immediato: cinque giochi consecutivi per De Jong e primo set chiuso 6-3.
E il peggio, per Federico, doveva ancora arrivare. La seconda frazione diventa un piccolo incubo. Gli errori aumentano, i problemi tattici restano e non arrivano correttivi. Cinà riesce a tenere appena un turno di servizio, mentre il dominio dell’olandese diventa totale. Dal vantaggio iniziale di 3-1 nel primo set nasce un parziale pesantissimo di undici giochi a uno per De Jong. Oggi le 132 posizioni di differenza in classifica si vedono tutte.
Nel terzo set il copione cambia poco. De Jong prende subito il controllo con un break immediato, sale rapidamente sul 3-0 e non concede mai una vera occasione di rientro. Cinà ritrova qualcosa al servizio nel finale, ma nei turni di risposta non riesce mai a incidere. L’olandese arriva senza particolari sofferenze al momento di servire per il match e chiude al primo match point.
Per Federico finisce qui. Ma il Roland Garros resta comunque un torneo da ricordare.
Oggi probabilmente si è reso conto che la strada verso la Top 100 è ancora lunga. Ma ha anche capito di avere materiali importanti su cui lavorare. Fisico, colpi, personalità e qualità ci sono. Superare le qualificazioni di uno Slam e vincere una partita nel tabellone principale a diciannove anni non è qualcosa di banale. Manca continuità. Manca ancora quella differenza sottile tra giocare una grande partita e riuscire a ripetersi due giorni dopo.
Cinà però ha soltanto 19 anni. È stato il primo nato nel 2007 a vincere un match Slam e probabilmente dovrà ancora passare dai Challenger e dalla gavetta.
Ma dopo ciò che si è visto a Parigi, la sensazione è che il salto possa arrivare prima del previsto.
dal nostro inviato a Parigi, Enrico Milani
Federico Cina vs Jesper De jong
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