La situazione al Challenger di Fujairah, negli Emirati Arabi Uniti, è ormai diventata assolutamente insostenibile. Dopo l’interruzione della giornata di martedì a causa della vicinanza dei bombardamenti, i giocatori si sono ritrovati a gestire un nuovo problema: il rientro.
Secondo una mail inviata ai tennisti rimasti bloccati, l’ATP starebbe organizzando un volo charter in partenza giovedì 5 marzo da Muscat, con destinazione Milano e scalo in Egitto. Fin qui, nulla di anomalo in una situazione di emergenza. Il punto critico è il costo: 5.000 euro a persona.
Nel messaggio si legge: “L’ATP sta potenzialmente organizzando un volo charter giovedì 5 marzo da Muscat. Partenza alle 15:00, destinazione Milano, con scalo in Egitto. Il costo è di 5.000 euro per persona.
In caso di interesse, inviare un messaggio WhatsApp il prima possibile.
Grazie per la pazienza e la comprensione. Buon viaggio!”
Email from tournament to players currently stuck at the Fujairah Challenger tournament.
“The ATP is potentially organizing a charter flight on Thursday 5th March from Muscat. Departure at 3.00 pm, going to Milan, stopping on the way in Egypt.
The cost is 5.000,- Euro per… pic.twitter.com/Sywx6Bu1Su— edgeAI (@edgeAIapp) March 3, 2026
Una cifra che per molti giocatori del circuito Challenger è semplicemente inaccessibile. A differenza dei top player del circuito maggiore, gran parte dei tennisti impegnati in questi tornei viaggia con budget limitati, spesso coprendo a fatica spese di trasferta, hotel e staff.
Dopo aver vissuto giornate segnate dall’incertezza e dalla paura per la sicurezza, i giocatori si trovano ora davanti a un ulteriore ostacolo economico per poter rientrare in Europa.
Il torneo, già cancellato per motivi di sicurezza, si trasforma così in un caso che solleva interrogativi non solo sulla gestione dell’emergenza, ma anche sulla tutela concreta degli atleti nei tornei di categoria inferiore.
In attesa di sviluppi, resta una sensazione diffusa: in una situazione del genere, la priorità dovrebbe essere garantire un rientro sicuro e sostenibile per tutti, non scaricare il peso dell’emergenza sui giocatori stessi.
Marco Rossi
Fonte: http://feed.livetennis.it/livetennis/

