Si chiude mestamente al primo turno l’avventura di Matteo Arnaldi all’Australian Open, poco fortunato per il problema alla caviglia rimediato nelle qualificazioni di Brisbane e quindi battuto nettamente da un ottimo Andrey Rublev all’esordio a Melbourne, 6-4 6-2 6-3 lo score a favore del moscovita, tredicesima testa di serie del torneo e apparso in grande forma fisica e tecnica. Il sanremese aveva dichiarato prima del match di non essere affatto al 100% e sperare di poter disputare un buon match, senza dolore, contro un avversario forte ma che era riuscito a battere per due volte nei quattro precedenti (Roland Garros 2024 e Indian Wells 2025), ma purtroppo il responso del campo non è stato affatto positivo. Arnaldi ha servito male (solo il 52% di prime palle in gioco) e i suoi tentativi di variare il gioco sono andati letteralmente a “sbattere” contro la maggior potenza e intensità di Rublev, che invece ha servito assai meglio e ha condotto gli scambi forte del suo diritto, pesante, centrato e in ottimo ritmo.
36 vincenti per Andrey, contro i 18 di Matteo, e un dominio fin dalla risposta che ha permesso al russo di comandare gli scambi e prendere così molto campo per incidere con la sua pressione. Poco da dire: Rublev ha giocato un bel match, Arnaldi solo nel primo set è riuscito ad arginare la maggior consistenza del forte rivale, un parziale discretamente equilibrato a livello di gioco, ma dal secondo set c’è stata poca partita, troppo più attivo e consistente Rublev, apparso in ottima condizione generale. Purtroppo il ligure eccetto la prima fase dell’incontro non è riuscito a mettere grande pressione all’avversario che così non è quasi mai andato in difficoltà, e se Andrey riesce a giocare piuttosto libero da stress può essere travolgente. L’azzurro non è mai riuscito a strappare un game in risposta (sei chance avute), mentre il russo ha ottenuto ben 5 break su 11 chance. Una vittoria netta per Rublev
L’incontro parte con un canovaccio tattico ben preciso per Arnaldi: variare il più possibile la velocità di palla e le traiettorie per non consentire a Rublev di comandare lo scambio dalla sua posizione preferita, scatenando la potenza del suo diritto con i piedi piuttosto vicini alla riga di fondo. Una tattica perfetta, ma non facile da realizzare, ancor più quando non si serve molte prime palle in campo. Questo è stato il difetto principale della prestazione di Arnaldi, in difficoltà ad arginare la potenza dell’avversario. Dopo un discreto inizio, Matteo va sotto nel terzo game: 15-40, prime palle break. Lotta e si salva, anche con qualità, l’italiano che annulla anche una terza palla break, per il 2-1. È il preludio del break che il russo si prende, di forza, nel quinto game, vinto a zero in risposta. Arnaldi non ci sta, rischia nel game successivo e arriva due volte a palla del contro break, ma Rublev lo respinge (4-2). Il set scorre fino al 5-4, con il russo a servire per il set. Arnaldi è bravo a provarci all’ultimo tuffo, rischia e si procura un’altra occasione per ritornare in vita nel parziale, ma Andrey si salva e quindi chiude il set per 6-4. Tutto sommato un discreto tennis anche per Arnaldi, penalizzato più che altro alla battuta e con troppi errori, ma c’è stata partita.
Di partita purtroppo ce n’è poca da qua in avanti. Infatti Rublev inizia a spingere come un forsennato e sbaglia quasi niente, si prende due break all’avvio del secondo set per il 3-0. Arnaldi ha una chance per recuperare un break nel quarto game, ma di nuovo il russo non regala niente e si porta 4-0. Il set ormai è compromesso, Rublev comanda sicuro e se lo prende per 6-2 senza problemi.
L’incontro nel terzo set avanza spedito sui turni di battuta nella prima fase, ma il russo resta solido, in controllo delle operazioni e Arnaldi è calato. L’equilibrio si rompe nel quinto game: l’azzurro di nuovo non serve bene e Rublev ne approfitta volando 15-40 e prendendosi il break che spacca definitivamente la partita. Come già visto in precedenza, l’italiano ha una buona reazione e vola 15-40 in risposta ma oggi Rublevo non concede niente, è bravo restare solido, preciso, risale e si prende il game, per il 4-2. La partita termina per 6 giochi 3, con il quinto break ottenuto dal moscovita nell’incontro. Un successo meritato.
M. Arnaldi vs (13) A. Rublev
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