Tabula rasa. Si potrebbe definire così il 2026 della Formula 1: un reset collettivo in cui la memoria conta meno dell’adattabilità. I piloti ripartono quasi da zero, immersi in un mondo fatto di pulsanti, mappe motore, simulatori e sempre meno chilometri reali in pista; in una realtà in cui la sensibilità del piede destro convive con l’intelligenza algoritmica, e dove il talento non è più solo istinto ma capacità di
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