Semaforo verde
Leclerc 9 Come le sue vittorie, tutte rosse, che gli fanno eguagliare il bottino di Barrichello e lo portano a un a da Alonso. Ovviamente non vuole fare la stessa fine. Né diventare scudiero come il brasiliano dell’epopea di Schumacher, né lasciare Maranello con la frustrazione di chi è considerato Predestinato ma a “zero” tituli. Battere Hamilton a casa sua, sulla sua amatissima Silverstone. E farlo a partire dalla qualifica ribaltando la macchina e la propria parabola incartata in un ribasso molto andante, è tanta roba. Ne disegnano una crescita, un ruolo da vero leader. Di chi alza la voce nello spogliatoio e ottiene quello che chiede. Come Hamilton. E proprio con la Ferrari di Hamilton. Assetti e carisma. Dimostrare in pista che aveva ragione è la benzina migliore per mettere altri cavalli nella sua SF-26.
Hamilton 8.5 Secondo nella Sprint, terzo nel GP. Nelle foto della felicità c’è sempre, scampando anche una penalità che avrebbe avuto dell’assurdo dopo aver dovuto gestire già quella per la minuscola falsa partenza. Come un nuotatore che muove la spalla sul blocco. Però non è stato il weekend che si aspettava dopo la pole della Sprint. Qualcosa dal suo lato box non ha funzionato. E forse non è un caso che Leclerc sia rinato. Detto questo si conferma campione e signore col sorpasso all’esterno su Russell e affiancando dopo l’arrivo Charles per complimentarsi, accodandosi poi per concedergli il tributo della gente. Ferrari 9 Non ha bluffato, anche perché i primi a non capire fino in fondo perché sono andati così veloci a Silverstone sono gli uomini rossi . Ma due vittorie nelle ultime quattro gare e una continua crescita sono un dato enorme. E il fatto che la SF-26 abbia trionfato con due piloti che vogliono assetti diversi e in due piste diverse dimostrano che sia una macchina vincente. Serve un altro step di motore. Arriverà a Monza. Tardi? Forse. Come magari la Mercedes (voto 5) aggiornerà la W17 e scapperà, ma intanto continua a rompersi e si presenterà il conto delle penalità per i limiti a batterie e motori. Senza contare un clima interno frizzante. Antonelli 9.5 Ha dominato la Sprint rispondendo con la testa al ko e alle provocazioni di Russell in Austria e avrebbe vinto anche il GP senza la rottura di un pezzo di carbonio. Un weekend per altro che ha confermato la crescita esponenziale di personalità, perché quando c’è da farsi sentire, anche con la squadra, lo fa. Sabato per l’ordine di uscita nel Q3, ieri per il doppio pit-stop individuare la rottura. Nel frattempo guida da fenomeno anche una macchina che non gira, col volante storto pure in rettilineo. Come Tazio Nuvolari nella Coppa Brezzi del 3 settembre 1946 a Torino, quando guidò la sua Cisitalia D46 senza il volante.
Semaforo giallo
Verstappen 7.5 Due incidenti in due giorni senza colpa, per un problema della Red Bull (voto 4.5). Eppure sale sempre in macchina e la spreme, per altro giocandosi posizioni e punti importanti. Poi non le manda a dire. E nel frattempo si parla di una riunione bollente tra la proprietà austriaca, papà Jos e il manager Vermeulen. Da tempo Max è insoddisfatto, da tempo di parla di una sua fuga dai “bibitari”. Solo che i due top team sono chiusi (Mercedes si tiene Russell per non stoppare il decollo di Antonelli) e la McLaren (voto 4.5: della macchina dominante della scorsa stagione non c’è traccia ed è tornata ad essere davvero team satellite della Mercedes) è messa maluccio. Norris 6.5 Sarà per l’enorme tribuna gialla fluo dei suoi tifosi che esalterebbe chiunque, ma Lando dimostra di non essersi dimenticato di essere il campione del mondo e con una macchina mediocre è il migliore “degli altri”. Demolendo Piastri (voto 5), con tanto di contatto iniziale tra i due, che potrebbe essere oggetto di scambio con Verstappen.
Semaforo rosso
Russell 5 Il pilota peggiore. Non per risultati, ma per quello che esprime. A parole e in pista, come la difesa da camionista incazzato su Hamilton. Non è simpatico. In primis ai colleghi. E un motivo ci sarà. Anche dopo un secondo posto regalo si lamenta del motore più spompo di tutti i Mercedes. Infatti Toto Wolf lo gela via radio: «Il motore era ok». Sottinteso: tu no. Direzione Gara 3 Disastrosa in Austria per il caso bandiere gialle in qualifica, qui di ripete, rischiando di togliere il podio ad Hamilton per una bandiera esposta male per tempismo e posizione. La reprimenda a Lewis è un modo politico di evitare guai dopo l’arrivo con safety car che ha negato al pubblico (564mila nel weekend, record assoluto per la F1) lo spettacolo un ultimo giro pazzesco.
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