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Silverstone l’inizio della rinascita Ferrari: con Leclerc e Hamilton si può sognare in grande


Respira, Charles. A pieni polmoni, col sorriso stampato sul viso, mentre canticchia l’inno di Mameli dal gradino più alto del podio di una Silverstone che per la prima volta lo incorona vincitore. Respira, Charles. Perché ci sono vittorie che valgono più dei 25 punti che assegnano. E, per la Ferrari, il successo nel Regno Unito appartiene a questa categoria: la conferma che quanto visto a Barcellona non era stato un episodio isolato. Anche se il Gran Premio di Gran Bretagna avrebbe potuto raccontare un’altra storia, con l’ennesimo successo di Antonelli poi sfumato, il risultato fi nale certifi – ca una realtà ben precisa: oggi la Ferrari è la seconda forza dei Costruttori. Una posizione conquistata sul campo, con maggiore consistenza rispetto a Red Bull e McLaren, pur dovendo ancora inseguire una Mercedes che conserva un vantaggio in classifica (78 punti: 333 a 255), ma che continua a lasciare per strada punti pesantissimi.

Ferrari, il lavoro sugli assetti fa la differenza nel GP di Silverstone

L’Austria aveva rappresentato un passo falso, soprattutto sul fronte degli assetti, ma Silverstone ha restituito l’immagine di una Ferrari preparata, che ha saputo leggere il fine settimana, correggere la rotta e costruire un risultato senza affidarsi alle circostanze. Il Cavallino era arrivato in Inghilterra senza galoppare di entusiasmi, con una Mercedes ritenuta superiore di cinque o sei decimi al giro. Eppure, già dalla riunione tecnica del giovedì, piloti e ingegneri hanno scelto di non arrendersi alle previsioni, lavorando su ogni particolare per valorizzare il pacchetto disponibile.

Hamilton e Leclerc: il contributo decisivo alla crescita della Ferrari

Determinante, in questo senso, è stato anche il contributo di Hamilton che, insieme ai propri tecnici, ha voluto seguire una filosofia di assetto maturata negli anni a Silverstone piuttosto che affidarsi completamente alle indicazioni del simulatore. una scelta che ha prodotto subito risultati, come dimostrato dalla pole position conquistata nella Sprint. Lo stesso Lewis, dopo la gara, ha spiegato come quella decisione abbia fi nito per orientare anche il lavoro svolto sull’altra vettura. «Il simulatore – ha esordito l’inglese – indicava che avremmo dovuto partire da un punto di partenza molto diverso per quanto riguarda il setup, ma io e i miei ingegneri abbiamo deciso di rimanere fedeli alla direzione che avremmo normalmente seguito. Charles ha iniziato con l’assetto originale, poi il simulatore gli ha suggerito di cambiare. Alla fine, la mia filosofia e la direzione che avevo intrapreso io si sono rivelate quelle giuste e anche lui si è adeguato». Parole concluse con una soddisfazione che racconta bene il clima ritrovato all’interno della squadra. Anche se poi dopo la sprint le strade si sono invertite e Lewis ha ammesso «l’errore mio e del mio ingegnere: abbiamo sottostimato il carico sull’ala anteriore».

Leclerc rilancia la Ferrari: Silverstone segna l’inizio della rinascita

La conferma è arrivata dalla domenica, con Charles tornato fi nalmente alla vittoria dopo un’attesa lunga 623 giorni. Un digiuno che sembrava infi nito e che rende il suo successo ancora più signifi cativo: è la dimostrazione di essere tornato, affi ancato da un Hamilton ormai pienamente integrato. La Rossa ritrova così due punte in grado di trascinare la squadra, un lusso che rappresenta forse la migliore notizia in prospettiva.

Poi, c’è il peso della storia. Silverstone non è un circuito qualunque per Ferrari: qui arrivò la prima vittoria della Scuderia in Formula 1 e, sempre qui, è arrivato anche il successo numero 250. Un cerchio che si chiude e che assume il sapore della rinascita. Perché, al di là dei numeri, la sensazione è che la Ferrari sia tornata a essere una presenza stabile nella lotta ai vertici. E, dopo troppo tempo, questa è forse la vittoria più importante.

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