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Ricambi derivati dalle corse: che cosa cambia rispetto a un pezzo da strada


Superbike e MotoGp, due travasi opposti

La direzione del trasferimento non è sempre la stessa. Nel Mondiale Superbike le moto sono derivate di serie: partono da un modello di produzione omologato e vengono modificate entro i limiti del regolamento, per cui il componente da gara nasce spesso come evoluzione di un pezzo già esistente a catalogo. In MotoGp accade l’opposto, perché i mezzi sono prototipi costruiti per la competizione e ciò che passa alla produzione non è quasi mai il componente, ma il metodo con cui è stato sviluppato. Chi cerca su una moto stradale l’oggetto visto in pista compie quindi un passaggio che, nella maggior parte dei casi, i costruttori non hanno previsto.

I freni e la finestra di temperatura

Il caso delle pastiglie è quello in cui l’equivoco pesa di più. Le mescole da competizione sono formulate per esprimere il massimo coefficiente d’attrito quando il disco è caldo e restano stabili anche dopo decine di frenate ravvicinate. Le mescole stradali lavorano bene a temperature più basse e privilegiano la costanza fra asciutto e bagnato, oltre alla durata. Montare le prime su un uso quotidiano significa avere un mordente scarso finché l’impianto non è in temperatura, con spazi di arresto più lunghi proprio nella condizione in cui servirebbe il contrario. L’errore speculare è portare in pista pastiglie stradali: superata la soglia per cui sono state progettate, il coefficiente d’attrito cala e compare il fading, cioè la perdita progressiva di efficacia della frenata.

Lo scarico e la marcatura

Sul terminale la distinzione è più netta, perché lo stesso modello viene spesso venduto in due configurazioni. La versione per uso stradale porta sul corpo del silenziatore una marcatura indelebile, di norma incisa al laser, ed è accompagnata da un certificato del costruttore che elenca le moto per cui vale; la versione racing riporta invece l’indicazione di destinazione esclusiva alla pista. I rivenditori specializzati la dichiarano già in scheda: chi consulta Omnia Racing, che dal 1992 ha raccolto nello stesso listino le versioni racing e quelle omologate degli stessi terminali, trova la destinazione d’uso indicata accanto al codice prodotto. Cambiano anche il riempimento fonoassorbente, il diametro interno di passaggio e la presenza di un dB killer non rimovibile.

Dove il travaso funziona davvero

Ci sono ambiti in cui la derivazione agonistica dà risultati anche fuori dalla pista. Le sospensioni regolabili nel precarico e nell’idraulica nascono da un’esigenza di assetto tipicamente da gara e restano utili su strada, perché permettono di adattare la moto al peso del pilota e al carico trasportato. Lo stesso vale per la trasmissione finale: intervenire sul rapporto finale agendo su corona e pignone cambia il comportamento in accelerazione e in ripresa, ma incide anche sulla lettura del tachimetro e sulla tensione della catena, che va poi ricontrollata. In questi casi non si acquista un pezzo da competizione, si adotta un criterio di regolazione. Vale anche per la scelta degli pneumatici: le coperture a marchio sportivo pensate per l’uso misto strada e pista hanno una struttura e un disegno del battistrada che le rendono impiegabili tutti i giorni, mentre le slick da gara richiedono termocoperte e una gestione della temperatura che fuori da un paddock non è replicabile.

Cinque controlli prima di ordinare

Prima di confermare un ordine conviene verificare alcuni punti, tutti ricavabili dalla scheda del prodotto o dalla documentazione allegata:

· la destinazione d’uso dichiarata: strada, pista, oppure entrambe con configurazioni diverse;

· la presenza del certificato di omologazione del costruttore e l’elenco dei modelli a cui si riferisce;

· la compatibilità con modello e anno esatti, non con la sola famiglia di moto;

· le condizioni di esercizio previste per la mescola o per il materiale d’attrito;

· l’eventuale necessità di rimappare la centralina dopo il montaggio di un impianto completo.

Il certificato va conservato insieme ai documenti del mezzo e non nella scatola del ricambio: al momento di una revisione o di una vendita è l’unico elemento che permette di ricostruire che cosa è stato montato, e quando. Conviene annotare sullo stesso foglio la data di installazione e i chilometri percorsi, perché su componenti soggetti a usura la sequenza degli interventi conta quanto il componente stesso.


Fonte: http://www.tuttosport.com/rss/moto

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