Su il sipario sul weekend del Gp del Belgio con le consuete conferenze stampa dei piloti. Forte del successo in Gran Bretagna arriva a Spa un motivato Charles Leclerc: “E’ una bella sensazione arrivare qui dopo la vittoria a Silverstone. In precedenza, c’erano state gare difficili, questa è la dimostrazione che il lavoro page. Ed è quello che ho cercato di fare nelle giornate scorse, anche per capire cosa ci ha fatto andare così bene e cosa mi ha fatto sentire più a mio agio. Ci sono aspetti da analizzare più a fondo, ma è stato un risultato piuttosto sorprendente a Silverstone. Mercedes arriva qui da favorita, noi a Silverstone siamo stati anche fortunati guardando le prestazioni di Kimi”.
Fiducia Leclerc
Poi aggiunge: “La pista provata a Madrid? Bella, anche se era molto sporca ed è difficile dare un giudizio definitivo. Ma, ripeto, sembra bella. C’è tanto lavoro da fare per spingere in termini di produzione e di creatività per portare aggiornamenti efficienti. Confido pienamente in Fred Vasseur”. E conclude: “Spa è speciale per me, qui la mia prima vittoria ma anche il posto dove ho perso il mio amico Hubert. E le sensazioni sono sempre particolari. La curva Monumental di Madrid ha le caratteristiche per diventare speciale, sì. Penso che in qualifica si debba essere molto coraggiosi lì, sarà una figata e può diventare una delle curve più speciali del campionato. Il circuito cittadino in generale mi piace, non so se sarà adatto a me nello specifico ma mi piace. Quanto è diversa dall’ultima di Zandvoort? Quella si fa in pieno, mentre a Madrid l’idea è che non si possa percorrere a tutta…”
Le difficoltà
“Il post-Silverstone? Se è stato quello più difficile non lo so. Non ho fatto l’esercizio di paragonare i momenti difficili e non ho neanche voglia di mettere energia in quello, però sicuramente è stato un periodo difficile dove il feeling con la macchina non c’era, anche con delle piste e delle gare dove c’è stata sfortuna. Così quando le due cose si mettono insieme fa più male e abbiamo lasciato anche tanti punti per strada con i problemi a Monaco, quelli durante la gara a Barcellona. Ma io non ho mai smesso di lavorare e di credere che una volta ritrovato il feeling i risultati sarebbero arrivati. Quindi ho continuato a lavorare a testa bassa. Ci sono delle cose che ho fatto in tutta la mia carriera che oggi con questa macchina ho dovuto dimenticare e ripartire da zero. Ma questo fa parte del nostro lavoro. Noi dobbiamo adattarci a qualunque sfida e quella di quest’anno è grande perché dobbiamo reinventare un po’ come com’è la guida. Però penso di aver fatto uno step su qualcosa in particolare per la quale non andrò nel dettaglio ma che mi permette di guidare molto più naturalmente rispetto a prima, quando la macchina era molto più difficile da anticipare“, ha aggiunto Leclerc ai microfoni di Sky.
Antonelli, retroscena Wimbledon
Parla anche il leader del Mondiale, Kimi Antonelli: “A Silverstone eravamo in alto in tutte le sessioni, ed è importante. Io devo dare il massimo in tutti gli aspetti che posso controllare e fornire le prestazioni. Il resto non dipende da me. Ho avuto abbastanza episodi sfortunati, episodi esterni che non potevo gestire. Ma fa parte del motorsport. Il team sta facendo di tutto perché non accada di nuovo. Che prospettive a Spa? Ci aspettiamo di essere veloci, anche se la Ferrari è stata una sorpresa a Silverstone e in qualifica sembrano avere sempre qualcosa in più del previsto. Ma massima attenzione anche a Red Bull e McLaren. Sono concentrato però su me stesso”.
Presente a Wimbledon, il pilota italiano a ha rivelato: “La chiacchierata con Federer a Wimbledon è stata grandiosa. Negli ultimi due o tre anni mi sono appassionato al tennis anche grazie alla conoscenza con Sinner. E parlare con Federer è stato fantastico: abbiamo parlato di quando lui giocava, della vita in generale e delle mie gare. Persona umile e aperta, è stato stupendo. E mi ha dato un consiglio: pensare a una gara alla volta e gestire le emozioni”. Poi chiude: “Il voto di metà stagione? Non mi darei 10, ad esempio per l’errore in Australia nelle FP3. E poi lì ho quasi mancato le qualifiche. In Giappone ho vinto, ma sono partito davvero male… Dopodiché, più di recente, l’errore nella Sprint a Miami o le qualifiche a Barcellona e in Austria. Mi darei 8,5. Russell ha avuto senza dubbio episodi sfortunati, ma anche io. Però questo è il motorsport e abbiamo visto tutti come la situazione può cambiare rapidamente. L’affidabilità non è stato il nostro punto di forza a differenza di Ferrari, ma si sta lavorando duramente affinché non ci siano più problemi. Di sicuro, sia io che George abbiamo perso punti importanti per alcuni”
Fonte: http://www.tuttosport.com/rss/motori

