TORINO – Giro di boa, la voglia di dare un altro colpo, forse quello decisivo per il Mondiale, che un pilota italiano non conquista da 73 anni (Alberto Ascari nel 1953) e la Mercedes da cinque (2021). Kimi Antonelli fa gli straordinari. Dopo il sesto trionfo stagionale (su dieci gare) a Spa si è dedicato al lavoro al simulatore per preparare l’ultima gara prima della sosta, il GP dell’Ungheria in programma questo weekend, e definire i prossimi passi tecnici delle Frecce d’Argento prima della sosta estiva (si riprenderà il 21-23 agosto in Olanda). Non vuole fermarsi il fenomenale teenager bolognese. Vuole approfittare di questo momento magico e allungare ancora in classifica, dove di fatto ha già due gare di vantaggio (+45 su Hamilton e +50 sul compagno di squadra Russell). Riuscirci a Budapest, su una delle piste più amate da Sir Lewis e per tutti gli addetti ai lavori favorevole alla Ferrari, avrebbe un peso ancora più importante.
Antonelli verso Budapest
Non sottovaluta certo le Rosse, Antonelli, ma è anche vero che a Montecarlo (il tracciato di fatto più simile tecnicamente all’Hungaroring) ha vinto lui. Infatti, con orgoglio di squadra, Kimi ribadisce che la Mercedes non è solo motore. «Che in Belgio le Ferrari sarebbero andate l’avevamo capito dai long run di venerdì – uno dei suoi commenti domenicali -. In gara abbiamo avuto solo la conferma che erano veloci. Noi comunque siamo stati molto forti nelle curve a bassa velocità». proprio la caratteristica del circuito alle porte di Budapest. Dove per il bolognese, vista la crescita anche di Red Bull e McLaren, vivrà una sorta di mucchio selvaggio. «Mi aspetto che tutte e quattro le squadre di punta siano molto vicine perché, ovviamente, in Ungheria non ci sono problemi con le batterie – sostiene Antonelli -. L’utilizzo della potenza sarà molto equilibrato, quindi sarà un altro circuito in cui forse la situazione sarà un po’ più simile a Monaco, dove si cerca semplicemente di guidare il più velocemente possibile. Sarà interessante. Penso che la lotta tra tutti noi sarà molto serrata ed è per questo che sarà importante cercare di mettere insieme tutti gli elementi».
Wolff e il Mondiale costruttori
La maturità e la sicurezza con la quale ha gestito il GP del Belgio sono un segnale molto forte per tutta la concorrenza. Anche quella interna, con George Russell tornato a non terminare una gara e riprecipitato in classifica. Con tanta rabbia, molta rivolta anche alla propria squadra («vorrei avere la stessa macchina di Kimi» il mugugno per il calo di potenza che ha innescato l’incidente con Hamilton, da lui stesso scagionato). Un risultato e un comportamento che rischiano di dividere sempre più il team di Brackley e soprattutto costringere Toto Wolff a fare delle scelte. Quello dell’Ungheria sarà esattamente il GP di metà stagione (11ª di 22 gare) e ci saranno ancora solo due Sprint (4 disputate). Se Kimi dovesse aprire ulteriormente il gap arriveranno ordini di scuderia? Wolff per ora nega, ovviamente. «Dopo l’esperienza che abbiamo avuto a Barcellona (la battaglia che ha favorito Hamilton, ndr), l’obiettivo che ci siamo prefissati è quello di non perdere tempo tra di noi. Quindi daremo in ogni caso sempre la priorità alla vittoria della gara». Insomma, alla classifica costruttori. «Non toglieremmo mai una vittoria a nessuno dei piloti. Quindi se George fosse in testa, anche se è indietro in campionato, in questa fase della stagione, non lo faremmo fermare». Posto che succeda…
Fonte: http://www.tuttosport.com/rss/motori

