Dopo Pirenei, Massiccio Centrale e Vosgi, ecco le Alpi. Il Tour de France assaggia le montagne più attese prima del secondo giorno di riposo e dell’ultima settimana di corsa, quella decisiva. Partenza da Champagnole, traguardo volante immediato a Saint-Laurent-en-Grandvaux, un classico della Grande Boucle 2026, e quattro GPM:
- Cote des Rousses (3^categoria, 6,6 km al 5,1%)
- Le Saleve-Col de la Croisette (1^categoria, 4,6 km all’11,2%)
- Cot du Mont (3^categoria, 2,1 km all’8,3%)
- Plateau de Solaison – Brison (Hors Categorie, 11,3 km al 9%)
Quest’ultimo è l’arrivo, un traguardo che strizza ovviamente l’occhio a Tadej Pogacar. Lo sloveno può vincere la sua quinta tappa, ma attenzione anche a possibili fughe e all’azione di qualche altro big della classifica generale. I vari Vingegaard, Seixas e Del Toro hanno mostrato una buona gamba sui Vosgi, così come Evenepoel, Ayuso e Lipowitz, corridori pienamente coinvolti nella lotta per il podio. Considerando che lunedì 20 luglio si potranno recuperare le energie, è lecito attendersi qualche scintilla.
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