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Euroleague – In difesa l'Olimpia Milano ha un vizietto: esaltare a turno un avversario

Euroleague - In difesa l'Olimpia Milano ha un vizietto: esaltare a turno un avversario

“Per vincere una partita di pallacanestro è meglio segnare un canestro in più degli avversari oppure prenderne uno di meno? Dice: che cosa cambia? Alla fine in un modo o nell’altro vinci. E invece cambia, eccome se cambia, è un scontro filosofico che si può sintetizzare nell’eterna domanda: meglio avere un grande attacco o una grande difesa?” Roberto De Ponti su Corriere della Sera edizione Milano (cartaceo) si fa le domande e si dà pure le risposte evidenziando un record negativo per l’Olimpia Milano.

Premessa: “L’Olimpia questa scelta l’ha fatta da tempo: meglio un grande attacco. Non è un caso che abbia il miglior marcatore dell’Eurolega, quel Mike James che vola a 19,6 punti di media a partita (il secondo in classifica, Cory Higgins, è lontanissimo con i suoi 15 punti). E non è un caso che Milano sia la seconda migliore squadra dell’intera lega per punti segnati (2.178 punti, solo la corazzata Cska ne ha realizzati di più, 2.201).”

High score da record. “…Che cos’hanno in comune Clark e Randolph, Mickey e Moerman, Davies ed Eriksson, Guduric e Calathes, O’Bryant e Bitadze, Seraphin e — buon ultimo — Hunter? Sì, certo, giocano tutti in Eurolega, e poi? Semplice: in undici squadre diverse, hanno tutti ottenuto il loro high-score stagionale contro la difesa di Milano. Che è la penultima d’Europa (2.151 punti presi), di peggio ha fatto solo Gran Canaria. Se, come ieri, sera giochi in campionato contro Reggio Emilia ultima in classifica, allora qualche leggerezza nella tua metà campo te la puoi permettere, tanto alla fine vinci ugualmente di quattro punti. Se lo fai in Europa, sei fuori”.

Morale: è l’ora della difesa. “L’ultimo step dell’Olimpia in Eurolega è questo: limare quei 4-5 punti subiti che fanno la differenza tra un’impresa e un rimpianto. Un tagliafuori ben fatto in più (magari anche due o tre…), un aiuto difensivo come Dio comanda, ginocchia piegate, capacità di sacrificarsi. Basterebbe questo. Perché quando Milano deve fare canestro, in un modo o nell’altro poi lo fa.”

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